Il servizio taxi a Bologna è sotto i riflettori a causa di diverse problematiche e iniziative del Comune per migliorarne la qualità. Le critiche al servizio hanno portato all’apertura di un bando per nuove licenze, con un prezzo base di 150.000, riducibile fino a 90.000 per veicoli a basse emissioni o con accessibilità potenziata. Tuttavia, il prezzo è considerato troppo basso dai tassisti, preoccupati per una svalutazione del valore delle licenze. L’assessore Bugani ha ribadito che un prezzo maggiore avrebbe potuto ostacolare l’assegnazione delle nuove licenze.
Dal 2025, le tariffe dei taxi aumenteranno del 16%, con il costo della chiamata via radio taxi che passerà da 1,15 a 1,35. Questo incremento segue una richiesta di adeguamento da parte dei tassisti, che avevano visto le tariffe bloccate dal 2018. Come parte dell’accordo, verranno introdotte 69 nuove licenze circa il 10% in più rispetto all’attuale offerta. Tuttavia, molti tassisti temono che questa espansione possa ridurre i loro guadagni e svalutare ulteriormente le licenze, che tradizionalmente mantengono il loro valore grazie alla scarsità.
Le associazioni di categoria hanno anche richiesto un accesso facilitato alle vie pedonali e la creazione di nuove corsie preferenziali, specialmente per ovviare ai disagi causati dai cantieri, come quello della torre della Garisenda. Tuttavia, il Comune ha rinviato la discussione su questi punti a prossimi incontri con i rappresentanti dei tassisti.
Per migliorare la gestione e il monitoraggio del servizio, il Comune ha sviluppato una piattaforma dedicata al controllo dei turni e della distribuzione dei taxi, pronta ormai da un anno. La sua attivazione è stata però rallentata dalle resistenze della categoria, che continua a mostrare perplessità rispetto all’introduzione di questo strumento.










