La shrinkflation è una pratica commerciale sempre più diffusa: consiste nel ridurre la quantità o le dimensioni di un prodotto mantenendo però lo stesso prezzo. Il termine deriva dall’unione di “shrink”, restringere, e “inflation”, inflazione, e descrive bene una strategia che i consumatori spesso notano solo dopo l’acquisto.
Ed è proprio Bruxelles a rappresentare l’ostacolo principale. Già a marzo la Commissione aveva bocciato le misure italiane e avviato una procedura di infrazione, ritenendo che l’obbligo di etichetta fosse sproporzionato e in contrasto con le regole del mercato interno. Secondo l’UE, imporre un messaggio su ogni confezione rappresenterebbe un ostacolo alla libera circolazione delle merci e violerebbe la direttiva sulla trasparenza del mercato unico. Come alternativa, Bruxelles propone che l’informazione venga resa disponibile accanto ai prodotti sugli scaffali, senza dover modificare ogni singola confezione. L’Italia, però, non avrebbe tenuto conto di queste osservazioni, ricevendo così una lettera di costituzione in mora.










