TikTok si trova ad affrontare una causa legale intentata da 14 procuratori generali bipartisan che accusano l’app di promuovere la dipendenza e di danneggiare la salute mentale dei giovani.
Le accuse riguardano il fatto che il sistema di raccomandazione dei contenuti sia stato progettato per massimizzare il tempo di permanenza sulla piattaforma, sfruttando funzionalità come il feed a scorrimento continuo e l’invio di notifiche notturne, che disturbano il sonno dei ragazzi.
Inoltre, i procuratori contestano la presenza di filtri di bellezza, ritenuti colpevoli di promuovere standard irrealistici di bellezza e problemi di immagine corporea, nonché la diffusione di sfide pericolose.
La coalizione che ha presentato le accuse è guidata dal Procuratore generale di New York Letitia James e da quello della California Rob Bonta.
Le accuse contro TikTok includono la presunta violazione del Children’s Online Privacy Protection Act (COPPA), per aver consentito l’iscrizione di minori di 13 anni e raccolto i loro dati senza il consenso dei genitori, nonostante la piattaforma dichiari di essere destinata solo agli utenti over 13. Secondo Letitia James, TikTok starebbe volutamente sfruttando anche gli utenti più giovani, considerandoli come un pubblico di riferimento importante.
TikTok, tramite il portavoce Alex Haurek, ha risposto alle recenti accuse negando ogni responsabilità e ribadendo il suo impegno verso la sicurezza degli adolescenti.
La piattaforma afferma di aver introdotto diverse funzionalità di protezione, inclusi limiti di tempo d’uso, per salvaguardare il benessere dei giovani utenti.
TikTok è quindi accusato non solo di violare la privacy dei minori, ma anche di danneggiare il loro sviluppo, promuovendo comportamenti nocivi e coltivando una generazione di giovani che trascorrono ore sulla piattaforma, a discapito delle loro responsabilità personali e del benessere mentale.










