Un aereo con quasi 200 passeggeri ha volato per dieci minuti senza supervisione umana sopra l’Europa.
È successo il 17 febbraio 2024, sul volo Lufthansa LH1140 partito da Francoforte e diretto a Siviglia. A bordo, 199 passeggeri e 6 membri dell’ equipaggio.
Il comandante era uscito dalla cabina per andare in bagno e, pochi istanti dopo, il primo ufficiale ha perso conoscenza. L’aereo, un Airbus A321, è rimasto quindi affidato al solo pilota automatico dalle 11:32 alle 11:40.
Durante quegli otto minuti, i controllori di volo hanno tentato invano di mettersi in contatto con l’equipaggio. Il comandante ha cercato di rientrare seguendo le procedure standard e poi attraverso l’interfono con l’aiuto del personale di bordo, ma senza successo. L’ultima opzione era l’inserimento del codice di emergenza, previsto nei casi in cui dalla cabina non arriva alcuna risposta. Poco prima che il sistema aprisse automaticamente la porta, il copilota ha ripreso conoscenza e ha consentito l’accesso.
Alle 11:42, il comandante è tornato ai comandi. Il copilota, in evidente difficoltà, è stato assistito da un medico presente sul volo. A quel punto è stata decisa una deviazione verso Madrid, dove l’aereo è atterrato senza problemi 18 minuti dopo.
Il rapporto ufficiale spagnolo, pubblicato il 15 maggio 2025, ha confermato che il copilota ha perso conoscenza per una condizione medica non diagnosticata. Il pilota automatico ha mantenuto l’aereo stabile, anche se il copilota incosciente ha sfiorato alcuni comandi.
L’indagine ha riaperto il dibattito sull’obbligo di due persone in cabina, introdotto dopo il caso Germanwings e poi ridotto a raccomandazione.
Le autorità spagnole chiedono ora all’EASA di ripristinare la regola: la presenza di un’altra persona avrebbe potuto evitare quei minuti senza supervisione.










