Tupperware, il marchio famoso per i suoi contenitori di plastica, sta vivendo una crisi storica. Tra i giovani consumatori, la popolarità del brand è crollata e, con sempre più persone attente all’ambiente, l’uso della plastica è visto in modo negativo. Questi problemi hanno portato l’azienda a dichiarare fallimento dopo anni di difficoltà economiche e di perdita di rilevanza sul mercato.
Ad aprile 2023, Tupperware ha fatto suonare l’allarme: c’era il rischio che l’azienda chiudesse i battenti. Per cercare di rimanere a galla, ha raggiunto un accordo con i creditori, riducendo i pagamenti degli interessi e ottenendo nuovi fondi. Nonostante questo, ha dovuto chiudere il suo stabilimento in South Carolina, licenziando 148 lavoratori.
Ora l’azienda sta cercando di ristrutturarsi utilizzando il Capitolo 11 del fallimento, una procedura che le permette di continuare a operare mentre cerca di riorganizzarsi e risolvere i suoi problemi finanziari. In pratica, Tupperware ottiene una pausa dai debiti, durante la quale può cercare nuove soluzioni, come investitori o un piano di rilancio. Il piano dell’azienda è quello di modernizzarsi e diventare una realtà più digitale e tecnologica, ma trovare un acquirente o una strategia per riportare in alto il marchio si sta rivelando molto complicato.
Per tanti anni, il successo di Tupperware è stato legato ai famosi “Tupperware party”, eventi simili alle dimostrazioni a domicilio organizzate da Vorwerk per il Bimby. Solo nel 2022, però, l’azienda ha iniziato a vendere i suoi prodotti nei negozi Target, un cambiamento forse arrivato troppo tardi per invertire il trend negativo.
Le azioni di Tupperware sono crollate del 74,5%, scendendo a un valore di soli 51 centesimi. Il futuro dell’azienda è incerto: riuscirà a reinventarsi o rimarrà solo un ricordo?










