Donald Trump è tornato a puntare il dito contro l’Europa dopo la maxi multa inflitta a Google. Il presidente degli Stati Uniti ha definito la decisione dell’Ue “ingiusta” e “discriminatoria”, minacciando nuovi dazi contro Bruxelles attraverso la Sezione 301, lo stesso strumento usato in passato per colpire la Cina. Trump accusa l’Europa di sottrarre risorse a investimenti e posti di lavoro americani e ha citato anche precedenti, come la multa da 17 miliardi di dollari inflitta ad Apple, chiedendo che Bruxelles interrompa “immediatamente” gli attacchi alle aziende statunitensi.
Google ha replicato attraverso Lee-Anne Mulholland, vicepresidente dell’azienda, definendo la decisione “errata e ingiustificata”. Secondo il colosso tech, la multa finirà per danneggiare migliaia di aziende europee che utilizzano i suoi servizi, in un settore pubblicitario che resta altamente competitivo e con numerose alternative. L’attività colpita riguarda soltanto gli annunci di terze parti, non la ricerca. Mountain View ha già annunciato che farà ricorso.
La vicenda si inserisce in un quadro di tensioni crescenti tra Ue e Stati Uniti sul tema della regolamentazione delle Big Tech. Secondo indiscrezioni, il commissario europeo al Commercio Maro efovi si era opposto all’emissione immediata della sanzione, segnale delle divisioni interne a Bruxelles su come affrontare i giganti tecnologici americani.










