Nel mondo della psicologia, la maggior parte dei professionisti sono donne, e per riequilibrare la rappresentanza di genere sono state introdotte nuove regole. Oggi, su oltre 141mila iscritti all’Ordine, solo 23mila sono uomini, pari al 16,3% del totale. Questo ha portato alla necessità di una maggiore equità nella rappresentanza all’interno degli organi di governo della categoria.
Per la prima volta, nelle elezioni per il rinnovo dei Consigli regionali degli psicologi, entra in vigore un nuovo regolamento del Ministero della Salute. Tra le principali novità, il regolamento garantisce che almeno il 20% delle preferenze sia destinato al genere meno rappresentato. Inoltre, prevede anche una quota del 20% per i professionisti sotto i 45 anni, favorendo un ricambio generazionale.
David Lazzari, presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi, ha spiegato che queste misure non sono pensate per avvantaggiare un genere, ma per assicurare un equilibrio nella rappresentanza. Secondo lui, il criterio potrebbe essere esteso anche ad altre professioni sanitarie per rendere la partecipazione più equa. Ha inoltre sottolineato che la predominanza femminile nella professione non è un problema, ma una risorsa: se la maggior parte degli iscritti è donna, è giusto che anche i vertici rispecchino questa realtà.
Negli ultimi anni, sempre più donne hanno raggiunto posizioni di rilievo, riducendo il divario che in passato vedeva gli uomini occupare la maggior parte degli incarichi decisionali. La nuova regolamentazione non vuole cambiare questi equilibri, ma garantire che la professione sia rappresentata in modo più inclusivo e dinamico. In questo contesto, le elezioni regionali in corso hanno visto un’ulteriore crescita della componente femminile nei consigli, confermando la tendenza verso una rappresentanza più aderente alla realtà della professione psicologica.










