Il governo di Pyongyang, capitale della Corea del Nord, ha deciso di impedire la trasmissione delle partite di calcio delle squadre di Premier League che presentano in rosa calciatori provenienti dalla Corea del Sud, nemico giurato di Kim Jong-un.
A farne le spese sono Wolverhampton, Brentford e il Tottenham del fenomeno coreano Son. Una decisione che evidenzia, ancora una volta, la precaria condizione di libertà in cui versa lo Stato: è noto a pochi che, in generale, le partite di calcio in Corea del Nord sono trasmesse da una sola emittente. Le partite mostrate vengono scelte direttamente dal regime e spesso vengono mandate in onda con settimane o mesi di ritardo rispetto alla diretta, con una durata ridotta a 60 minuti invece dei 90 regolamentari.
La scelta di bandire le squadre con giocatori sudcoreani è solo l’ultima di una lunga serie di misure censorie che continuano a caratterizzare il Nord del Paese.










