Pensando a Schillaci non si può non tornare con la mente al Mondiale di Italia ’90. In quelle “Notti Magiche” che fecero sognare un Paese intero, Totò è stato l’eroe che nessuno poteva aspettarsi: con i suoi gol ha scritto una favola tra le più belle del nostro calcio.
Salvatore Schillaci, per tutti Totò, trovò le sue prime fortune calcistiche nel Messina di Zeman: 23 goal nell’annata 1988/1989 convinsero la Juventus a investire sul giocatore. Nella stagione del Mondiale, Schillaci si mise in mostra anche con la maglia bianconera mettendo a referto 15 gol. Il ct Vicini decise allora di inserirlo nella rosa che avrebbe disputato il torneo casalingo.
La favola di Totò iniziò proprio qui. Davanti al pubblico di casa, l’Italia trova in Schillaci il bomber perfetto. Partendo indietro nelle gerarchie (in un attacco che vedeva protagonisti anche Baggio, Vialli, Mancini, Serena e Carnevale), si prese la titolarità realizzando 6 reti, trascinando gli Azzurri fino alla drammatica notte del San Paolo, quando l’Argentina di Maradona spezzò i sogni della nostra Nazionale.
L’Italia concluderà il Mondiale al terzo posto. E da qui, la storia di Schillaci cambiò decisamente registro. Secondo posto al Pallone d’Oro, una Scarpa d’Oro, poi poco, pochissimo. Dopo la Juventus andò all’Inter e poi in Giappone, vestendo la maglia dello Jubilo Iwata prima di ritirarsi.
Oggi un brutto male lo ha portato via all’età di 59 anni. In queste ore tutta Italia lo ricorda rievocando proprio quelle incredibili tre settimane di Italia90.
La delusione per la mancata vittoria finale di quel Mondiale forse non è mai passata, ma certamente non svaniranno mai le emozioni legate a quelle calde serate d’estate, dove quel ragazzo di Palermo, con gli occhi spiritati e le braccia al cielo per festeggiare un goal, è diventato il mito di chi oggi piange la sua scomparsa.










