Se è vero che il mondo della tecnologia si evoluto in maniera esponenziale negli ultimi 50 anni, il settore che più di tutti si è mosso a rilento è quello delle batterie.
I nostri dispositivi elettronici sono sempre più intelligenti e richiedono un fabbisogno energetico sempre più importante: ad esempio i nostri smartphone difficilmente riescono a garantirci un’autonomia più lunga di una giornata e molto spesso dopo un paio d’anni di utilizzo necessitano della sostituzione della batteria.
Gli scienziati dell’Università di Bristol insieme all’UKAEA hanno sviluppato un prototipo di batteria nucleare capace di durare circa 5700 anni.
Questa tecnologia sfrutta il decadimento radioattivo del carbonio-14, trattenuto all’interno del diamante che garantisce la non fuoriuscita delle radiazioni. La scelta del carbonio-14 è dettata dal tipo di radiazione emessa: essendo radiazioni a corto raggio, vengono assorbite rapidamente da qualsiasi materiale solido e il diamante è il materiale più duro che si conosca, questo fa si che non si corra nessun rischio ad utilizzare questo tipo di batteria.
Questa batteria “nucleare” potrebbe sostituire le normali batterie agli ioni di litio utilizzate ad esempio nei nostri smartphone, ma avrebbe importanti compiti, ad esempio nella medicina e nelle stazioni spaziali, garantendo stabilità e durate millenarie.
Lo sviluppo di questa tecnologia, inoltre, avrebbe un enorme impatto anche per quanto riguarda lo smaltimento delle scorie radioattive.Foto: UKAEA










