Nel RegnoUnito è in corso un acceso dibattito sulla gestione dei resti umani nelle istituzioni culturali.
Attualmente, la legge britannica richiede il consenso solo per l’acquisizione e la conservazione di resti umani di meno di cento anni, mentre le linee guida governative del 2005 lasciano ai musei la facoltà di decidere caso per caso se restituire i resti su richiesta.
La scorsa settimana, un gruppo parlamentare (APPG-AR), composto da parlamentari, attivisti e membri della comunità, ha pubblicato un rapporto che chiede il divieto di vendita ed esposizione di resti umani, comprese le mummie egizie.
Il documento, intitolato Laying Ancestors to Rest, denuncia il disagio delle comunità della diaspora e sottolinea come molte istituzioni britanniche conservino ancora resti trafugati durante il periodo coloniale.Legislatori e attivisti chiedono un cambiamento normativo che vieti l’esposizione di resti umani nei musei e la loro vendita nelle aste.
Tra le principali raccomandazioni del rapporto vi è la modifica dell’Human Tissue Act del 2004 affinché includa anche i resti umani di oltre cento anni, una maggiore rappresentanza delle comunità della diaspora nei consigli di amministrazione dei musei nazionali e l’istituzione di fondi destinati alla mappatura dei resti umani conservati nelle istituzioni culturali del Regno Unito.










