A gennaio, il governo spagnolo ha istituito un comitato di esperti per affrontare l’utilizzo della pornografia online tra gli adolescenti. Tuttavia, il rapporto ha esteso l’analisi all’interazione giovanile con i dispositivi digitali. Tra le proposte spiccano misure come avvisi obbligatori sui rischi di dipendenza sugli smartphone e l’inserimento di domande sulle abitudini digitali durante i controlli medici.
Le raccomandazioni principali includono il divieto totale di esposizione ai dispositivi digitali per i bambini fino a 3 anni, un uso molto limitato fino ai 6 anni e l’impiego di telefoni solo per chiamate dai 6 ai 12 anni. Per gli adolescenti dai 13 anni in su, si prevede un accesso più ampio ma consapevole. Inoltre, il comitato suggerisce che app e piattaforme digitali debbano includere avvisi sul tempo massimo di utilizzo consigliato e sui rischi per la salute mentale.
Gli esperti chiedono che la dipendenza da smartphone venga riconosciuta ufficialmente come problema di salute pubblica, consentendo l’introduzione di normative specifiche. Si propone, inoltre, uno “screening digitale” nei controlli medici per identificare sintomi di depressione, ansia e utilizzo problematico della tecnologia.
Il rapporto spagnolo rappresenta la base per un progetto di legge volto a proteggere i minori. Tra le misure previste, l’età minima per aprire un account sui social sarà innalzata da 14 a 16 anni e sarà obbligatoria l’installazione predefinita del parental control sugli smartphone. Questa normativa risponde al dato preoccupante secondo cui quasi il 50% degli undicenni in Spagna possiede già un cellulare.










