I fondi pensione di tutto il mondo stanno iniziando a guardare con interesse al bitcoin, attratti dalla possibilità di ottenere rendimenti straordinari. Pur essendo sempre stati prudenti, alcuni di questi fondi stanno valutando il bitcoin per diversificare gli investimenti e migliorare i risultati economici. Stati come il Wisconsin e il Michigan sono tra i più attivi nel settore, mentre nel RegnoUnito e in Australia si registrano investimenti recenti sia tramite fondi che derivati.
Lo scorso anno il valore del bitcoin è raddoppiato, raggiungendo i 100.000 dollari, e questo ha spinto molti a considerarlo una grande opportunità.
I fondi pensione, per lo più, investono attraverso ETF regolamentati, strumenti considerati sicuri e affidabili. Secondo quanto riportato dal Financial Times, ad esempio, il Wisconsin è il dodicesimo maggiore azionista dell’ETF bitcoin di BlackRock, con un investimento di 155 milioni di dollari. Il Michigan ha scelto invece di puntare sull’ETF ethereum di Grayscale, con una quota da 12,9 milioni di dollari, e sull’ARK 21Shares Bitcoin ETF, che ha visto una crescita del 14% dopo le elezioni presidenziali.
Nonostante questi sviluppi positivi, ci sono stati anche dei fallimenti nel passato. Due anni fa, il mercato delle criptovalute ha causato gravi perdite a fondi pensione come l’Ontario Teachers’ Pension Plan, che ha perso 95 milioni di dollari su FTX, e la Caisse de dépôt et placement du Québec, che ha subito un colpo di 150 milioni su Celsius Network. Questi episodi hanno sollevato dubbi sui rischi associati alle criptovalute.
Nel Regno Unito, un fondo pensione da 50 milioni di sterline ha recentemente investito 1,5 milioni direttamente in bitcoin, dimostrando che l’interesse per questo settore è in crescita.










