L’industria della musica elettronica è in continua evoluzione. Secondo uno studio del International Music Summit (2023), il settore è cresciuto del 17%, raggiungendo un fatturato di 11,8 miliardi di dollari. Anche i locali sono aumentati del 60% e ci sono stati il 90% in più di artisti ingaggiati rispetto al 2014, secondo Resident Advisor. Oggi circa 35.000 artisti trovano lavoro in questo settore.
Nel frattempo, la vita notturna sta cambiando. Le serate nei club finiscono prima. Un’analisi del FinancialTimes mostra che in 12 delle 15 città più importanti, gli eventi che vanno oltre le 3 del mattino sono diminuiti tra il 2014 e il 2024. Ciò è dovuto alla concorrenza tra eventi diurni e notturni, ai costi più alti e alle nuove regole post-Covid.
Invece, stanno diventando più popolari gli eventi che finiscono entro le 22. Questo trend, iniziato con i millennial, ora piace anche ai ventenni.
Nonostante ciò, alcune città stanno soffrendo. A Melbourne, dopo la pandemia, più di 100 club hanno chiuso a causa dei costi e dei cambiamenti nelle abitudini. A Dublino, le licenze costano troppo (410 euro a notte) e rimangono solo 20-25 club per una città di 1,3 milioni di abitanti. Una riforma potrebbe estendere gli orari fino alle 6 del mattino, ma ancora non è stata approvata.
Anche Berlino, famosa per la musica elettronica, sta vivendo un momento difficile. Il leggendario Watergate Club ha chiuso dopo il tradizionale evento di Capodanno di 35 ore. I motivi sono economici, il calo del turismo e meno interesse da parte della Generazione Z, che preferisce i festival musicali.
In Italia, la situazione è altrettanto critica. Negli ultimi 13 anni, 2.000 discoteche hanno chiuso su un totale di 7.000. Inoltre, nel 2023 gli incassi delle discoteche sono diminuiti del 30% rispetto all’anno precedente.










