Il 18 marzo, al Parlamento Europeo verrà presentato uno studio dell’Eu Tax Observatory, realizzato da Gabriel Zucman, Quentin Parrinello e Giulia Varaschin, che affronta il tema cruciale della necessità di fondi per la difesa e gli investimenti strategici dell’Unione Europea. Alla presentazione parteciperanno ministri delle Finanze di Francia, Spagna e Olanda, il commissario UE Wopke Hoekstra e il presidente della sottocommissione fiscale Pasquale Tridico.
La proposta principale è una tassa minima sui milionari con almeno 100 milioni di patrimonio, che potrebbe generare fino a 121 miliardi di euro all’anno. Con un’aliquota del 2%, si raccoglierebbero 67 miliardi di euro, coprendo un quarto della spesa per la difesa. Con il 3%, si arriverebbe a quasi la metà della cifra necessaria. In Italia, la misura garantirebbe tra gli 8,3 e i 15 miliardi di euro all’anno, tassando solo 71 super-ricchi.
In passato, come riportato da Il Sole24Ore, i governi hanno chiesto ai più ricchi un contributo extra per finanziare le guerre. Durante la Seconda Guerra Mondiale, Francia e Regno Unito aumentarono le tasse sui patrimoni più alti. Oggi, secondo il rapporto, una misura simile potrebbe aiutare a coprire le spese future dell’UE.
Secondo un sondaggio Eurobarometro, il 67% dei cittadini europei è favorevole a un’imposta sui patrimoni elevati. Una tassa minima del 2% sarebbe più efficace di un’imposta sul reddito, riducendo l’elusione fiscale senza creare problemi di liquidità, visto che il rendimento medio del capitale supera il 7% annuo.
Nell’UE ci sono 537 persone con patrimoni superiori ai 100 milioni di euro, distribuite tra Francia (147), Germania (128) e Italia (71). Complessivamente, possiedono 2.410 miliardi di euro. Se si applicasse l’imposta minima sulla ricchezza, la Francia potrebbe raccogliere fino a 34,8 miliardi di euro, la Germania 30,4 miliardi e l’Italia tra 8,3 e 15 miliardi.










