Il rapporto tra Sam Altman, CEO di OpenAI, ed Elon Musk, si è trasformato negli ultimi anni in un acceso conflitto, con accuse reciproche che evidenziano profonde divergenze sulle finalità e sulla gestione dell’intelligenza artificiale.
Elon Musk ha apertamente criticato OpenAI, accusando l’organizzazione di aver tradito la sua missione originaria di promuovere un’intelligenza artificiale aperta e non-profit. Secondo Musk, Altman e i suoi cofondatori avrebbero manipolato le decisioni interne per trasformare OpenAI in un’azienda a scopo di lucro, decisione che Musk ritiene contraria agli obiettivi iniziali.
Dall’altra parte, OpenAI ha risposto sottolineando che Musk stesso aveva proposto un modello a scopo di lucro già nel 2017 e che lasciò l’organizzazione nel 2018 quando non ottenne il controllo completo. Altman ha ulteriormente alimentato il dibattito descrivendo Musk come un “bullo”, pur riconoscendone il contributo iniziale.
Nel 2019, OpenAI ha introdotto un braccio commerciale con il supporto di Microsoft, giustificando la mossa come necessaria per accelerare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale in modo responsabile e accessibile. Questo cambio di struttura ha permesso all’azienda di crescere fino a raggiungere una valutazione di 157 miliardi di dollari, rendendola una delle realtà più influenti nel settore tecnologico.
Musk non si è limitato alle critiche verbali e alle azioni legali contro OpenAI. Nel 2023 ha lanciato xAI, una startup che utilizza i dati della piattaforma X (ex Twitter) per sviluppare modelli di linguaggio avanzati. Con una valutazione di 50 miliardi di dollari, xAI rappresenta la controparte diretta a OpenAI.
Altman ha anche evidenziato che i conflitti con Musk non sono un caso isolato, dato il passato di quest’ultimo nel litigare con altri leader del settore tecnologico, come Jeff Bezos e Bill Gates. Secondo Altman, le tensioni sono in parte alimentate dal successo di OpenAI.











