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09/01/2025
2 minuti di lettura

In Italia, oltre 24 milioni di persone convivono con una malattia cronica, un numero destinato a salire a 25 milioni entro il 2028. Dietro questa cifra si nascondono storie di lotta quotidiana contro un sistema sanitario che fatica a rispondere alle esigenze di chi è più fragile. Tra ritardi diagnostici, disuguaglianze territoriali e liste d’attesa interminabili, molti pazienti sono costretti a rinunciare alle cure o a pagarle di tasca propria, aggravando un quadro già critico: se non si interviene con urgenza, il diritto alla salute rischia di trasformarsi in un privilegio riservato a pochi fortunati, lasciando milioni di pazienti a combattere una battaglia impari non solo contro la malattia, ma anche contro un sistema che li abbandona.

Come riportato da Il Sole 24 Ore, secondo il XXII Rapporto sulle politiche della cronicità di Cittadinanzattiva, intitolato “Diritti sospesi”, il 59,8% dei cittadini si rivolge al settore privato per visite mediche, mentre il 52,8% acquista farmaci necessari ma non rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e, più della metà, effettua esami diagnostici in privato o in intramoenia. Il dato più drammatico, però, è che oltre il 30% dei pazienti dichiara di aver dovuto rinunciare alle cure: nel 12% dei casi ciò avviene spesso, per motivi economici.

Le difficoltà economiche legate alla gestione della malattia si estendono anche alle spese indirette. Il 42,4% degli intervistati investe in prevenzione terziaria, come attività fisica e diete personalizzate, il 16,9% affronta costi per spostamenti necessari alle cure, mentre il 12% deve acquistare protesi o ausili insufficientemente coperti dal SSN.

A complicare ulteriormente la situazione sono le disuguaglianze territoriali: mentre Regioni come Lombardia e Toscana offrono percorsi diagnostico-terapeutici strutturati, in altre aree del Paese questi strumenti sono ancora assenti o insufficienti. Il 70,8% dei presidenti delle associazioni di pazienti segnala che molte prestazioni essenziali non sono incluse nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), creando disparità profonde tra Nord e Sud.

Andrea Floris
Redattore Worldy Finance

Salute, in Italia 1 paziente su 3 rinuncia a curarsi a causa di costi elevati e carenza di servizi

Studio Medicina all'Università di Cagliari e sono un appassionato di Psicologia. Su Worldy ho trovato un ambiente dinamico e una linea editoriale che mi permette di trattare un'ampia gamma di tematiche. Reputo fondamentale il ruolo dell'editoria digitale e, di conseguenza, non solo offrire la possibilità a più persone possibile di accedere all'informazione, ma incentivare la creazione di spazi dove potersi confrontare con punti di vista differenti dal proprio.
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