Politica e IA sono sempre più vicine, il miglior futuro o una distopia pericolosa? Un importante scatto in avanti avverrà negli EmiratiArabiUniti, che si apprestano a compiere una vera e propria rivoluzione in campo della legislazione: l’uso dell’ IntelligenzaArtificiale per la redazione e la revisione delle leggi. Questa iniziativa, annunciata dallo sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum, vicepresidente degli EAU e sovrano di Dubai, ha come obiettivo quello di rendere la scrittura delle leggi più efficiente, precisa e accessibile, evitando le lunghissime discussioni politiche.
Per gestire questa trasformazione, è stato istituito il Regulatory Intelligence Office, un nuovo ente dedicato alla semplificazione del processo legislativo attraverso l’IA. Oltre a ridurre la burocrazia e accelerare l’elaborazione delle leggi, si mira a garantire una maggiore chiarezza e comprensibilità dei testi normativi, spesso scritti con termini non accessibili a tanti cittadini.
Un aspetto molto importante è l’inclusività: solo il 10% della popolazione degli EAU è composta da cittadini arabi, mentre il restante 90% è costituito da cittadini di oltre 200 nazionalità che parlano lingue diverse, l’IA sarà utilizzata anche per tradurre le leggi in più lingue, rendendole accessibili a tutti senza la necessità di ricorrere a un avvocato locale.
Dal punto di vista economico, l’uso dell’IA nel processo legislativo è parte di una strategia più ampia degli EAU che mirano a diventare leader globali nel campo dell’intelligenza artificiale. Secondo il governo, l’IA potrebbe far aumentare del 35% il PIL entro il 2030 e ridurre del 50% i costi pubblici










