RauwAlejandro, con “Cosa Nuestra”, ci apre le porte di casa sua, condividendo con noi un pezzo della sua cultura. Ci porta tra le strade di Porto Rico, omaggiando la sua terra e la sua famiglia. Questa volta, l’artista adotta un approccio più personale, firmandosi nella copertina come Raúl Álejandro in omaggio al padre, anch’egli musicista, che ha contribuito alle chitarre di alcune tracce, come in “SexxxMachine”.
Il titolo richiama l’omonimo album del 1969 di HéctorLavoe e WillieColón, icone della salsa portoricana, ma l’album di Rauw non si limita a rendere omaggio al passato. È una celebrazione della cultura portoricana, narrata attraverso il concept del disco. Rauw immagina il suo personaggio come un adulto che vive nella New York degli anni 70, in pieno periodo di migrazione portoricana, un’epoca che ha segnato profondamente la cultura dell’isola. Questa ambientazione storica non è casuale: l’artista costruisce l’album con una profonda consapevolezza culturale che attinge dalle sue esperienze e dai suoi studi, creando un lavoro significativo.
Musicalmente, Cosa Nuestra si muove tra generi con naturalezza, abbracciando salsa, reggaeton, pop, jazz e trap. L’uso di strumenti dal vivo - particolarmente evidente rispetto ai suoi precedenti lavori - valorizza maggiormente la ricchezza culturale e sonora del progetto.
Le collaborazioni sono un altro punto forte. “Qué Pasaría” con BadBunny mescola il reggaeton più puro con riflessioni intime e personali. La cover di “Tú Con Él”, un omaggio a Frankie Ruiz, è un vero tributo alla salsa, che viene rivisitata con un tocco fresco e contemporaneo. “Se Fue”, con LauraPausini, è una fusione tra due mondi musicali che sembrano lontani, ma che in realtà si completano perfettamente. Infine, “Khé?” con Romeo Santos esplora il connubio tra reggaeton e bachata, regalando una canzone che parla di amore, passione e tormento.
Con “Cosa Nuestra”, Rauw Alejandro si conferma come una delle figure di punta della musica latina. Tra omaggi al passato e sperimentazioni musicali, riesce a trasmettere un’intimità unica, portando la sua visione personale a un pubblico globale.










