Per Rafa, come spiegato nel suo video di addio su Instagram, giocare l’ultima partita in Davis Cup rappresenta la chiusura perfetta di un cerchio aperto 20 anni prima. Nel 2004, infatti, durante la finale a Siviglia, Nadal a soli 18 anni realizzò una delle sue prime imprese battendo lo statunitense Andy Roddick numero 2 al mondo proiettando la Spagna alla vittoria finale.
Qualche mese prima, in una serata di Miami lo stesso ragazzino con la maglietta senza maniche e i bicipiti scolpiti sfidò per la prima volta in carriera il suo eterno amico/rivale Roger Federer. Fresco campione in Australia e numero uno al mondo, lo svizzero venne travolto in due set dall’esuberante 17enne mancino che con il suo dritto arrotato diede gli incubi a Federer per anni.
Fu il primo capitolo di una storica rivalità che ha scritto pagine indelebili della storia del tennis e dello sport mondiale. Grazie alla loro umiltà ed immensa classe, Nadal e Federer sono stati in grado di ispirare generazioni di atleti attraverso i loro valori ed ideali sportivi.
Rafael Nadal lascia il tennis professionistico consapevole di aver prosciugato ogni goccia di tennis da quel corpo che tanti problemi gli ha dato durante la sua carriera.
Lascia lo sport consapevole di aver dato il massimo rispetto e di essere stato una figura fondamentale per la costruzione e la crescita dei protagonisti del presente e del futuro di questo sport.










