A Parigi è scoppiata una nuova polemica contro i graffiti.
In Place de la République, simbolo della capitale, i leoni della statua di Marianne sono stati nuovamente ricoperti di scritte. Lo stesso vale per palazzi storici, alberi, panchine e persino monumenti ottocenteschi.
Il Comune ha deciso di reagire. Il sindaco del centro città, Ariel Weil, ha annunciato una stretta: uso delle telecamere, denunce e multe per risarcire parte dei danni, che ogni anno superano i 6 milioni di euro.
Chi viene colto in flagrante rischia fino a due anni di carcere e una multa fino a 30.000 euro, soprattutto se i danni coinvolgono beni storici o sono considerati gravi.
Secondo un’associazione di cittadini, una cinquantina di “tagger seriali” sarebbero responsabili di gran parte dei vandalismi. Alcuni si filmano e pubblicano i propri “lavori” online, certi di non essere puniti.
Ma qualcosa potrebbe cambiare. Le autorità stanno raccogliendo prove con foto, social network e intelligenza artificiale per arrivare ai responsabili. Intanto, tra chi vive o visita la città, cresce la frustrazione: i graffiti, ormai ovunque, stanno trasformando i grandi viali parigini in una galleria di degrado.










