Approvata il 1 luglio 2025, la “One Big Beautiful Bill” è molto più di una legge fiscale: è l’espressione di una visione politica che punta a ridefinire l’intervento dello Stato in economia. Un testo che intreccia riforma fiscale, misure sul welfare, sicurezza, energia e bilancio pubblico, e che riassume l’agenda dell’amministrazione Trump per il suo secondo mandato.
L’idea centrale è ridurre il peso dello Stato: più soldi nelle tasche dei cittadini e meno vincoli per le imprese. I tagli fiscali del 2017 diventano permanenti, si aggiungono esenzioni per settori specifici come la ristorazione, una nuova deduzione per i figli a carico e una tassa del 3,5% sulle rimesse verso l’estero. Il pacchetto include anche incentivi temporanei per l’acquisto di auto prodotte negli Stati Uniti.
In ambito sicurezza, vengono stanziati 46,5 miliardi per il muro al confine con il Messico, introdotta una tassa da 1.000 dollari per le richieste di asilo e aumentate le assunzioni nelle forze di frontiera. L’obiettivo è rafforzare i controlli e rispondere alle richieste di fermezza sull’immigrazione. La spesa per la difesa cresce con nuovi investimenti in tecnologia e mezzi militari.
Cambiano anche le regole per ricevere aiuti pubblici: chi usufruisce di Medicaid o SNAP dovrà lavorare o cercare attivamente un impiego. Secondo le stime ufficiali, milioni di persone potrebbero perdere l’accesso a questi programmi, con un risparmio stimato di decine di miliardi per lo Stato nei prossimi anni.
La riforma interviene anche sul piano ambientale. Vengono ridotti o eliminati gli incentivi per le fonti rinnovabili e introdotte nuove tasse annuali per auto elettriche e ibride, mentre restano i sussidi per gas e petrolio, considerati centrali per l’autonomia energetica americana.
Per finanziare l’intero pacchetto, il governo aumenta il tetto del debito federale. Secondo il Congressional Budget Office, la misura porterà a un incremento del debito di oltre 3.300 miliardi di dollari in dieci anni. Per l’amministrazione si tratta di una spinta temporanea necessaria per sostenere consumi, investimenti e occupazione.


















