Oggi 25 novembre si celebra la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, istituita nel 1999 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per ricordare le sorelle Mirabal, attiviste politiche brutalmente assassinate nel 1960.
Questo giorno è un momento per riflettere su una realtà che colpisce milioni di donne in tutto il mondo e per rinnovare l’impegno collettivo verso il cambiamento.
I dati globali dipingono un quadro drammatico: ogni anno, circa 85.000 donne vengono uccise intenzionalmente, molte delle quali per mano di partner o familiari. Questo significa che ogni dieci minuti una donna perde la vita a causa della violenza.
Le regioni più colpite sono Caraibi, America Centrale e Africa, mentre in Europa e in America i responsabili principali sono spesso i partner.
Anche in Italia, il fenomeno è allarmante. Nel 2024, si è registrato un aumento dei reati di violenza, con un +15% di maltrattamenti in famiglia e un +6% di atti persecutori.
La Lombardia è tra le regioni più colpite, con 6 femminicidi nei primi sei mesi dell’anno e quasi 6.000 donne che hanno cercato aiuto presso i centri antiviolenza.
Numeri che dimostrano come la casa, spesso percepita come un luogo sicuro, si riveli invece il luogo più pericoloso per molte donne.
La violenza contro le donne non è inevitabile. Rafforzare leggi e politiche, migliorare la raccolta dei dati e, soprattutto, promuovere un cambiamento culturale sono passi fondamentali per combattere questa piaga.










