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Diffondi la vocenei social media!
19/05/2025
2 minuti di lettura

Gli stessi sintomi delle crisi d’astinenza, ma in versione digitale. Secondo un recente rapporto OCSE, il 17% dei bambini prova ansia quando non ha accesso a smartphone o tablet. Un dato allarmante che conferma quanto la tecnologia, pur essendo parte integrante della nostra quotidianità, stia generando una forma di dipendenza precoce e pervasiva, con ricadute serie su benessere fisico e psichico.

Il fenomeno raccontato dall’OCSE è la conferma di un emergenza già lanciato da un’indagine di Save the Children, che rivela come il 47% degli adolescenti italiani trascorra oltre cinque ore al giorno online, un aumento significativo rispetto al 30% registrato nel 2020. Altro dato collegato è che, sempre tra gli adolescenti, il 37% controlla lo smartphone più di dieci volte al giorno, indicando un uso compulsivo del dispositivo.

L’uso eccessivo di dispositivi digitali ha implicazioni dirette sulla salute mentale e fisica dei giovani. Uno studio pubblicato su SkyTG24 evidenzia che un utilizzo prolungato dello smartphone è associato a livelli più elevati di ansia, stanchezza e una percezione corporea negativa tra gli adolescenti. Inoltre, questa dipendenza dai social media può portare a disturbi del sonno, isolamento sociale e calo del rendimento scolastico.

Le raccomandazioni degli esperti sono chiare: l’Organizzazione Mondiale della Sanità suggerisce di evitare l’esposizione agli schermi per i bambini sotto i due anni e di limitarla a un’ora al giorno per quelli tra i due e i quattro anni . La Federazione Italiana Medici Pediatri invece consiglia di evitare l’uso di dispositivi digitali durante i pasti e prima di coricarsi, promuovendo invece attività che favoriscano l’interazione sociale e lo sviluppo cognitivo come alcuni giochi a sfondo didattico.

Gianluca Caboni
Redattore Worldy Tech

Ocse, il 17% dei bambini entra in stato d'ansia se privato di smartphone e tablet

Lavoro nel mondo dell'audiovisivo essendo regista, produttore, aiutoregista e autore per il cinema, la televisione e ogni altra forma di video. Laureato in Comunicazione presso l'Università di Cagliari ho collaborato con diversi webmagazine fino al mio approdo stabile su Worldy, realtà di cui faccio parte fin dalla nascita e in cui ho trovato la linea editoriale adatta a me, fresca e orientata ai giovani che non vogliono rimanere in disparte.
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