Nel corso di un convegno dedicato all’impatto dell’intelligenza artificiale sulla giustizia e la sicurezza, svoltosi presso il Tribunale di Napoli, il procuratore NicolaGratteri ha espresso preoccupazioni riguardo alla mancanza di controllo nazionale ed europeo sui principali sistemi tecnologici. Secondo Gratteri, l’Europa rischia di dipendere completamente da strutture sviluppate e gestite da potenze extraeuropee.
Il magistrato ha sottolineato come lo sviluppo dell’IA sia guidato da un numero ristretto di individui con grande potere economico e politico. In mancanza di un’iniziativa autonoma, l’Europa non potrà garantire né la propria sicurezza né una reale indipendenza tecnologica.
Gratteri ha evidenziato i pericoli connessi alla condivisione quotidiana di dati personali con piattaforme tecnologiche non soggette alla legislazione europea, indicando nei grandi interessi commerciali e geopolitici una minaccia pari a quella delle organizzazioni criminali tradizionali.
Durante una conferenza, il tema delle minacce digitali legate alla criminalità organizzata è stato al centro del dibattito. Gratteri, tra i relatori, ha descritto come le mafie si siano adattate rapidamente alle nuove tecnologie.
Ha denunciato l’uso del dark web da parte delle organizzazioni criminali per traffici illeciti di vario genere, evidenziando un preoccupante divario tra la capacità tecnologica delle mafie e la risposta delle istituzioni statali. Ha anche parlato di un sistema bancario clandestino usato dalla camorra per riciclare denaro su larga scala.
Il magistrato ha sollecitato investimenti strutturali nelle competenze informatiche all’interno delle forze dell’ordine, sottolineando l’urgenza di trattenere giovani professionisti del settore pubblico prima che vengano assorbiti dal mercato privato o reclutati dalla criminalità.
Infine, ha acceso i riflettori sull’uso dei social network da parte delle mafie, che sempre più spesso sfruttano piattaforme digitali per aumentare la propria visibilità e influenza.












