Microsoft ha illustrato una strategia volta a tutelare e valorizzare la diversità culturale e linguistica in Europa nell’ambito dello sviluppo dell’intelligenza artificiale. L’azienda riconosce che l’attuale predominio dell’inglese nei modelli linguistici su larga scala può danneggiare le lingue locali, con implicazioni importanti per l’istruzione, l’economia e l’identità culturale.
Secondo BradSmith, “solo una piccola parte della popolazione mondiale ha l’inglese come lingua madre, ma i contenuti in inglese rappresentano circa metà del materiale disponibile online e, di conseguenza, una porzione enorme dei dati impiegati per addestrare l’IA”. Questo sbilanciamento, spiega, rende più difficile per l’intelligenza artificiale comprendere e rispondere efficacemente in altre lingue.
Per reagire a questa situazione, Microsoft ha messo in campo due linee d’azione. La prima prevede la creazione di modelli linguistici addestrati su più lingue europee, coinvolgendo istituzioni accademiche come l’Università di Strasburgo. La seconda riguarda il rafforzamento del programma “Culture AI”, che si occupa di salvaguardare beni culturali tramite tecnologie di digitalizzazione avanzata.
A partire da settembre, saranno attivati nuovi poli di ricerca in Alsazia, con l’obiettivo di aumentare le risorse digitali in almeno dieci lingue ufficiali dell’Unione Europea, inclusi idiomi meno diffusi come l’estone e il greco. I progetti includeranno la scansione di testi e la registrazione di dati vocali, fondamentali per rafforzare le competenze multimodali dei sistemi di IA. I materiali saranno distribuiti con licenze aperte.
Per sostenere queste iniziative, l’azienda metterà a disposizione finanziamenti, infrastrutture cloud, consulenze tecniche e borse di ricerca per giovani studiosi. Parallelamente pubblicherà su GitHub dati multilingue utilizzabili per il training di modelli open source.
Microsoft sta già lavorando con diversi governi europei per migliorare la sicurezza informatica e la gestione dei dati.










