Il governo messicano, per voce della presidente ClaudiaSheinbaum, ha intrapreso un’azione legale contro Google, accusando l’azienda di aver alterato il nome del GolfodelMessico su Maps per gli utenti statunitensi, dove ora appare come “Golfod’America”. La causa ha portato a una prima decisione giudiziaria, mentre si attendono ulteriori sviluppi.
In una recente conferenza stampa, la presidente ha chiarito che l’obiettivo del ricorso non è contestare le decisioni degli Stati Uniti riguardo alle proprie acque territoriali, ma impedire che questa nuova denominazione venga imposta anche oltre i confini statunitensi.
L’origine della controversia risale al 20 gennaio 2025, giorno del ritorno alla presidenza di DonaldTrump. Tra le sue prime misure, Trump ha firmato un ordine esecutivo che impone l’uso della dicitura “Golfo d’America” nei documenti federali e nelle piattaforme digitali.
Subito dopo il provvedimento, Google ha aggiornato la mappa per i propri utenti americani, sostituendo la denominazione tradizionale o affiancandola a quella nuova in alcune aree.
Secondo Sheinbaum, il nome “Golfo del Messico” è utilizzato sin dal Cinquecento per designare il bacino marino che tocca le coste di Messico, Cuba e Stati Uniti, e non può essere modificato da nessuna nazione.
Nel mese di febbraio, il Congresso statunitense ha votato a favore della denominazione permanente di “Golfo d’America”, con un margine ristretto di voti. Alcuni membri del Partito Repubblicano hanno espresso disappunto, ritenendo la misura eccessiva e simbolicamente aggressiva. Il deputato Don Bacon ha affermato: “Non siamo un impero. Questo gesto dà un’immagine infantile del nostro Paese”.
Il Messico ha formalmente invitato Google a evitare l’estensione della nuova etichettatura oltre le acque americane, ma l’azienda ha risposto tramite CrisTurner, responsabile delle relazioni istituzionali, affermando che la policy aziendale rimarrà invariata.










