Il tribunale di Milano ha disposto un anno di amministrazione giudiziaria per Loro Piana, marchio di lusso specializzato in abbigliamento in cashmere controllato dal gruppo LVMH, con l’accusa di non aver controllato adeguatamente la propria filiera produttiva. Secondo il tribunale, Loro Piana avrebbe esternalizzato parte della produzione a due società di comodo prive di reali capacità produttive, che a loro volta avrebbero affidato il lavoro a laboratori cino-italiani, dove sarebbero stati riscontrati casi di sfruttamento dei lavoratori.
La sentenza ha previsto la nomina di un amministratore esterno incaricato di verificare l’implementazione di controlli efficaci da parte dell’azienda. Con l’amministrazione giudiziaria perde temporaneamente parte della sua autonomia: un soggetto nominato dal tribunale controlla e affianca la gestione, verificando che vengano rispettate le regole e adottate misure adeguate per sanare le irregolarità riscontrate. L’amministrazione giudiziaria potrà essere revocata anticipatamente se Loro Piana dimostrerà di avere adottato le misure richieste.
Loro Piana è la quinta azienda fashion coinvolta in procedimenti simili dal 2023, dopo Valentino, Dior, Armani e Alviero Martini. Proprio nel maggio 2025, i principali marchi della moda italiana avevano firmato un accordo con le autorità politiche e giudiziarie per contrastare lo sfruttamento dei lavoratori nella filiera produttiva.
Il caso si inserisce in un contesto più ampio, segnalato dalla Procura di Milano, che definisce le violazioni delle norme nel settore moda italiano come un “metodo produttivo generalizzato e consolidato”.
Dal punto di vista legale, i titolari delle società di appalto e subappalto risultano indagati per sfruttamento del lavoro e impiego irregolare di manodopera, ma Loro Piana Spa non è soggetta a inchiesta penale. LVMH detiene l’80% di Loro Piana dal luglio 2013, mentre il restante 20% è rimasto alla famiglia fondatrice.










