E se bastasse una partita a calcetto per stare meglio? Una premessa naturalmente ironica, ma che può far capire meglio il nuovo Disegno di Legge sostenuto da tutti i partiti politici e presentato da Daniela Sbrollini, che punta a includere l’attività sportiva tra i costi detraibilifiscalmente, equiparando l’esercizio fisico a un farmaco da prescrizione medica.
Questo provvedimento mira a offrire benefici fiscali alle famiglie, riconoscendo lo sport come essenziale per la prevenzione e il benessere.
Il disegno di legge consente a pediatri, medici generali e specialisti di prescrivere attività sportiva, considerata un “farmaco senza controindicazioni”. Questo approccio innovativo promuove lo sport come misura preventiva di salute.
Secondo l’Eurobarometro 2022, solo il 3% degli italiani pratica regolarmente attività sportiva (media UE 6%). Il 31% pratica sport con regolarità, il 10% raramente, e il 56% mai (media UE 45%). Questi dati evidenziano la necessità di incentivare l’attività fisica in Italia.
Un aumento dell’attività fisica potrebbe prevenire oltre 10.000 morti premature ogni anno e ridurre di 11,5 milioni i nuovi casi di malattie croniche entro il 2050, secondo l’OCSE. Inoltre, l’inattività fisica potrebbe costare all’Italia 1,3 miliardi di euro entro il 2050.
Attualmente, le detrazioni fiscali per l’attività sportiva sono previste nella Dichiarazione dei Redditi 2024: una detrazione IRPEF del 19% per le spese sportive sostenute dai genitori per i figli tra i 5 e i 18 anni, fino a un importo massimo di 210 euro per figlio.
I benefici dello sport sono numerosi, sia per il corpo che per la mente. Lo sport è considerato un “farmaco” naturale che previene molte malattie e migliora il benessere psicofisico. Promuovere uno stile di vita sano attraverso l’attività fisica è una strategia essenziale per il futuro dell’Italia, sostenuta da questa legge.










