Negli ultimi decenni, il concetto di “declino occidentale” è diventato un argomento di dibattito tra economisti e politici. Analizzando i parametri economici, si nota che il G7, che alla fine degli anni 80 rappresentava circa il 70% del PIL globale, oggi contribuisce a meno del 45%.
Gli Stati Uniti, secondo quanto riportato da Forbes, mantengono ancora una posizione forte, con un’economia che rappresenta circa il 25% del PIL globale, una quota invariata rispetto al 1990. In Europa, tuttavia, il calo è evidente. L’Unione Europea, che nel 1993 rappresentava oltre il 20% del PIL globale, oggi ne detiene solo il 13,3%. La Germania, un tempo colonna portante della crescita economica europea, ha basato la sua espansione su energia a basso costo dalla Russia, esportazioni verso la Cina e la sicurezza garantita dalla NATO.
Le relazioni economiche con la Cina sono cambiate drasticamente. Dieci anni fa, gli investimenti cinesi in Germania erano accolti positivamente. Oggi, invece, vi sono preoccupazioni riguardo l’ondata di esportazioni cinesi a basso costo, particolarmente nel settore dell’alta tecnologia. Pechino, nel tentativo di risolvere il rallentamento economico nazionale, ha intensificato le esportazioni, mettendo sotto pressione i mercati europei.
L’Europa si trova a dover reagire a queste dinamiche. Le discussioni sui dazi, che potrebbero arrivare fino al 55% per limitare le importazioni di veicoli elettrici cinesi, riflettono un tentativo di proteggere l’industria interna. Inoltre, la crisi energetica post-Covid e l’inflazione hanno complicato ulteriormente la situazione economica. La Banca Centrale Europea, costretta ad alzare i tassi d’interesse per combattere l’inflazione, ha di fatto , con questa decisione obbligata, bloccato la crescita.
L’idea di un debito comune europeo, attualmente conveniente solo per l’Italia secondo un’analisi di Bruegel, secondo alcuni analisti potrebbe essere utilizzata per finanziare attività comuni come la difesa. Tuttavia, c’è una mancanza di attaccamento verso l’Europa tra i cittadini, con una preferenza per gli aiuti di stato a livello nazionale.










