Apple sta valutando l’integrazione di tecnologie di intelligenza artificiale sviluppate da aziende terze, tra cui OpenAI e Anthropic, per potenziare Siri. Secondo indiscrezioni raccolte da Bloomberg, l’azienda starebbe riconsiderando la propria politica tradizionale di sviluppo interno, aprendo alla possibilità di utilizzare modelli linguistici avanzati di fornitori esterni.
A quanto emerge, Apple avrebbe già avviato sperimentazioni riservate con ChatGPT e Claude, chiedendo versioni adattate dei modelli da utilizzare nei propri ambienti cloud. L’idea sarebbe quella di mantenere un elevato livello di controllo sui dati, bilanciando al contempo le prestazioni avanzate dell’AI generativa con l’approccio dell’azienda in tema di privacy.
Il programma interno noto come “LLMSiri” avrebbe subito rallentamenti importanti, tra scadenze mancate e risultati inferiori alle attese. Questo avrebbe comportato anche un cambio nella leadership del progetto, con Mike Rockwell che ha preso il posto di John Giannandrea.
Tra i modelli valutati, sembra che Claude di Anthropic abbia ottenuto risultati più convincenti rispetto ad altre soluzioni, inclusa quella di Google. Tuttavia, le trattative con Anthropic sarebbero rese difficili da richieste di contratti pluriennali da miliardi di dollari.
L’eventualità di affidarsi a fornitori esterni non è ben accolta da tutti all’interno dell’organizzazione. Alcuni dipendenti vedrebbero nella scelta un segnale di sfiducia nel lavoro svolto finora, portando a un crescente malcontento e a un numero significativo di uscite verso aziende concorrenti, come Meta e OpenAI, che offrono condizioni economiche più competitive.
Un altro progetto, denominato “SwiftAssist” e pensato per assistere i programmatori nell’uso di Xcode tramite AI, sarebbe stato abbandonato. Al suo posto, Apple starebbe valutando un sistema che consenta agli sviluppatori di selezionare autonomamente il modello AI da utilizzare tra diverse opzioni disponibili.










