In NuovaZelanda sarà possibile curare alcune forme gravi di depressione con la psilocibina, la sostanza contenuta nei cosiddetti “funghi allucinogeni”.
Una decisione storica, ma ancora molto limitata: per ora, solo un singolo psichiatra, Cameron Lacey, potrà prescriverla, e solo a pazienti che non hanno risposto ad altre terapie.
A chiarirlo è stato il vice primo ministro neozelandese David Seymour: “La psilocibina resta un farmaco non autorizzato”, ha detto, specificando che non si tratta di una legalizzazione diffusa, ma di un’autorizzazione specifica a scopo terapeutico.
Negli ultimi anni, il mondo scientifico ha iniziato a guardare con più interesse alle sostanze psichedeliche, un tempo legate esclusivamente alla controcultura o all’uso ricreativo.
Alcuni studi suggeriscono infatti che queste sostanze, se usate con cautela e in contesti clinici, possano aiutare nei casi di depressione grave, stress post-traumatico (PTSD) e altre patologie resistenti ai trattamenti tradizionali.
Una strada ancora lunga, ma che sempre più Paesi stanno iniziando a percorrere.










