Il governo francese vuole tagliare 43,8 miliardi di euro di spesa pubblica per ridurre il deficit, cioè la differenza tra quanto lo Stato incassa e quanto spende. Oggi il deficit in Francia è al 5,4% del PIL, e l’obiettivo è portarlo al 4,6% entro il 2026. Ogni secondo, il debito pubblico francese aumenta di circa 5.000 euro, un dato che rende ancora più urgente intervenire. Per fare un confronto: in Italia il deficit 2025 è stimato intorno al 3,4% del PIL, con l’obiettivo di scendere sotto il 3% nei prossimi anni.
Secondo il governo, servono misure urgenti per rendere il Paese più produttivo e competitivo.
Secondo quanto riportato da CNBC, tra le proposte più discusse c’è quella di cancellare due giorni festivi: il Lunedì di Pasqua, che secondo il governo “non ha più un vero significato religioso”, e l’8 maggio, Giorno della Vittoria. La motivazione? Sono in un periodo già pieno di ponti, e toglierli farebbe girare di più l’economia, con più giornate lavorative.
Oltre a questo, si prevede il taglio di 3.000 posti nella pubblica amministrazione, meno agevolazioni fiscali per i cittadini più ricchi e un contributo di solidarietà per chi ha redditi alti. La difesa è l’unico settore che non subirà tagli, anzi: verranno investiti più soldi, con +3,5 miliardi nel 2026 e +3 miliardi nel 2027. La spesa totale per la sicurezza arriverà a 64 miliardi nel 2027, quasi il doppio rispetto al 2017.
Tutte queste misure devono ancora passare in Parlamento. Già nei mesi scorsi il bilancio 2025 aveva fatto cadere il governo precedente. L’attuale primo ministro, François Bayrou, è in carica da dicembre 2024 e ha già superato otto mozioni di sfiducia. Ora rischia una nona, con l’opposizione dichiarata del Partito Comunista e del Rassemblement National.
Jordan Bardella, del Rassemblement National, ha detto che si tratta di “un attacco diretto alla nostra storia, alle nostre radici e alla Francia del lavoro”.










