In Italia, la disoccupazione ha raggiunto un nuovo minimo storico: il 5,7%. Questo significa che ci sono meno persone senza lavoro rispetto a prima, ma c’è un problema: tra i giovani il tasso di disoccupazione è salito al 19,2%.
A novembre 2024, ci sono stati più inattivi (cioè persone che non lavorano e non cercano lavoro): +0,2%, pari a 23mila persone in più. Questi aumenti riguardano soprattutto gli uomini e gli under35, mentre tra le donne e le altre fasce d’età ci sono state meno variazioni. Il tasso di inattività ora è al 33,7%.
Le persone in cerca di lavoro sono diminuite del -1,6% rispetto al mese scorso, cioè 24mila in meno. Questo calo riguarda soprattutto le donne e chi ha tra i 25 e i 49 anni, mentre tra gli uomini e le altre età c’è stato un leggero aumento.
Se guardiamo all’anno scorso, il numero di occupati è cresciuto del 1,4%: significa 328mila persone in più che lavorano. Questa crescita riguarda uomini, donne e gli over35, mentre tra i giovani (15-34 anni) il numero di occupati è diminuito. Inoltre, ci sono molte meno persone in cerca di lavoro rispetto al 2023: -23,9% (-459mila). Gli inattivi, invece, sono aumentati del +2,6%, cioè 323mila persone in più che hanno smesso di cercare lavoro.
Negli ultimi tre mesi (settembre-novembre 2024), ci sono stati più occupati (+0,2%, 49mila in più), ma anche più inattivi (+0,9%, 115mila in più). Chi cerca lavoro è diminuito dell’-8,4%, cioè 136mila persone in meno.
Questi dati mostrano che la situazione è complessa. Da una parte, ci sono buone notizie, con più persone che lavorano e meno disoccupati in generale. Dall’altra, c’è ancora molto da fare per aiutare i giovani a trovare lavoro e ridurre il numero di persone che abbandonano il mercato del lavoro.










