La Corte Penale Internazionale (CPI) ha emesso mandati di arresto nei confronti del Primo Ministro israeliano BenjaminNetanyahu e dell’ex Ministro della Difesa YoavGallant, con l’accusa di crimini contro l’umanità e crimini di guerra.
La decisione arriva dopo il rigetto unanime del ricorso di Isr4ele sulla giurisdizione della CPI, confermando che ci sono motivi fondati per ritenere che Netanyahu e Gallant siano penalmente responsabili di gravi violazioni del diritto internazionale.
Le accuse riguardano l’uso della fame come metodo di guerra e la privazione intenzionale di beni essenziali, come cibo, acqua, medicine, forniture mediche, carburante ed elettricità, nei confronti dei civili nella Striscia di G4za.
Isr4ele ha reagito alla decisione della Corte definendola pregiudizievole, mentre Netanyahu ha respinto le accuse, definendole “assurde e false”. Nonostante ciò, Israele sostiene di rimanere fedele allo stato di diritto.
Il mandato di arresto nei confronti di Netanyahu e Gallant obbliga gli stati membri della CPI ad arrestarli se dovessero entrare nei loro territori.










