La Cina accelera la sua corsa nello spazio. Il 6 agosto, Pechino ha lanciato i suoi primi satelliti per un progetto simile a Starlink di SpaceX. Questo progetto mira non solo a colmare il divario tecnologico con le aziende private occidentali, ma ha anche implicazioni militari e commerciali.
Il progetto, denominato “ThousandSailsConstellation”, avviato lo scorso anno, prevede il lancio di una costellazione di oltre 15.000 satelliti. La ShanghaiSpacecomSatelliteTechnology (SSST) guida questa iniziativa e ha messo in orbita i primi 18 satellitiQianfan dal Taiyuan Satellite Launch Centre.
Secondo Reuters, dal 2018 SSST ha raccolto circa 935 miliardi di dollari, gran parte dei quali proviene dal Ministero delle Finanze della Repubblica Popolare Cinese. Pechino ha programmato 108 lanci entro la fine dell’anno, con l’obiettivo di avere 648 satelliti in orbita entro la fine del 2025, 1.296 entro il 2027 e raggiungere i 15.000 entro il 2030.
La spinta di Pechino verso una rete satellitare simile a Starlink è motivata da esigenze di sicurezza nazionale. Negli ultimi due anni, i ricercatori militari cinesi hanno analizzato l’uso delle connessioni Internet satellitari nel conflitto in Ucraina, sottolineando i potenziali rischi che tali tecnologie potrebbero comportare per la Cina in caso di un confronto con gli Stati Uniti.










