La tensione tra Cina e Stati Uniti torna ad accendersi e ll conto lo pagano anche i mercati. Dopo che Trump ha annunciato nuovi dazi del 34% su tutti i prodotti cinesi, la Cina ha risposto con la stessa moneta: un altro 34% di tasse su tutte le importazioni americane, in vigore dal 10 aprile.
Pechino ha definito questa mossa americana “bullismo commerciale” e accusa Washington di violare le regole del commercio internazionale. In totale, ora gli USA impongono oltre il 60% di dazi sui prodotti cinesi: una percentuale che rispecchia le promesse fatte da Trump durante la campagna elettorale.
Il risultato? Un terremoto in Borsa. Wall Street ha perso 2.500 miliardi di dollari in un solo giorno. I mercati europei sono andati giù: -3% per i futures dell’S&P 500, -4,3% per lo Stoxx 600, -4% per il FTSE 100 e -5,6% per il DAX tedesco. Anche i rendimenti dei titoli di Stato americani sono scesi sotto il 3,9%, segnale che gli investitori si stanno preparando al peggio.
I nuovi dazi cinesi colpiscono settori cruciali per l’economia americana: agricoltura (soia, mais, grano), energia (petrolio, gas, GNL) e farmaceutica. Ma la Cina ha fatto anche di più: ha bloccato l’esportazione di 7 tipi di terre rare, materiali fondamentali per l’hi-tech, e ha messo nella lista nera alcune aziende americane come Skydio e Brinc Drones, impedendo loro di ricevere componenti da fornitori cinesi.
Il presidente cinese Xi Jinping punta tutto sulle esportazioni per tenere a galla l’economia interna, che è in crisi per colpa del settore immobiliare e della deflazione. Ma secondo alcuni esperti, come Andrew Gilholm della società Control Risks, questa mossa potrebbe ritorcersi contro la stessa Cina, vista la sua forte dipendenza commerciale dagli Stati Uniti.










