Le criptovalute stanno diventando sempre più importanti e non interessano solo agli investitori privati come nel passato, ora anche alle banche centrali. La Banca nazionale ceca potrebbe essere la prima in Occidente a investire in Bitcoin, segnando un grande cambiamento nel modo in cui le criptovalute vengono percepite nel mondo finanziario tradizionale.
Negli ultimi giorni, il valore del bitcoin ha subito forti variazioni. Il 20 gennaio, giorno del giuramento di Donald Trump, ha toccato un record di 109.114,88 dollari, mentre il 29 gennaio si è stabilizzato attorno ai 102.843 dollari. Il suo prezzo potrebbe continuare a salire se altre banche centrali inizieranno a investire in questa criptovaluta.
Ci sono diversi motivi dietro l’aumento del valore del bitcoin. La vittoria di Trump ha alimentato l’idea di creare una riserva nazionale in bitcoin. Inoltre, il lancio di fondi di investimento specifici (ETF), come quelli di BlackRock, ha reso più facile investire in bitcoin. Infine, il taglio dei tassi di interesse ha spinto molte persone a cercare investimenti alternativi come le criptovalute.
Il governatore della Banca nazionale ceca, Ale Michl, ha confermato al Financial Times che sta considerando di investire in bitcoin per diversificare le riserve della banca. Per farlo, però, dovrà ottenere l’approvazione del consiglio della banca. Se la proposta verrà accettata, fino al 5% delle riserve nazionali, circa 140 miliardi di euro, potrebbe essere convertito in bitcoin.
Di solito, le banche centrali preferiscono investire in titoli di Stato o altri strumenti finanziari sicuri, evitando le criptovalute. Per esempio, il presidente della Bundesbank, Joachim Nagel, ha paragonato il bitcoin ai “tulipani digitali”, facendo riferimento alla bolla speculativa del XVII secolo. Anche la Banca Centrale Europea è molto prudente sull’argomento. Se la Banca nazionale ceca procederà con il suo piano, sarà un grande cambiamento rispetto alle strategie tradizionali.










