Lo scorso 26 novembre, i rappresentanti dei 27 Stati membri dell’Unione Europea hanno ratificato la posizione negoziale del Consiglio Europeo nell’ambito del processo legislativo sul cosiddetto “Chat Control”.
Si tratta del regolamento che mira a rafforzare il controllo sui contenuti condivisi nelle app di messaggistica, come WhatsApp e Telegram, con l’obiettivo di contrastare gli abusi e la diffusione di contenuti sessuali che coinvolgono minori nella sfera online.
In sintesi, è stato rimosso il blocco che finora impediva di avanzare con l’accordo. Questa rappresenta la prima proposta a ricevere il via libera in Europa per una causa di tale rilevanza.
Il testo approvato prevede che non ci sarà l’obbligo per le piattaforme di scansionare preventivamente tutte le chat, incluse quelle protette da crittografia end-to-end. Al posto di questo vincolo è stata introdotta un’opzione volontaria: le aziende potranno scegliere autonomamente se effettuare controlli o meno.
Rimane comunque l’obbligo di adottare misure per limitare la diffusione di contenuti sessuali che coinvolgono minori. In caso di mancato adeguamento, le autorità nazionali potranno richiedere la rimozione o il blocco dei contenuti.
Durante la votazione, la maggioranza dei paesi si è espressa a favore. L’Italia si è astenuta, motivando la scelta con la necessità di tutelare la privacy e la segretezza delle comunicazioni.










