Il Ministero dell’Economia ha pubblicato il nuovo Rapporto sull’economia non osservata: un bilancio sull’evasione fiscale in Italia che mostra segnali positivi ma che lascia ancora tanto lavoro da fare. Secondo i dati del 2021, la perdita per lo Stato dovuta all’evasionefiscale è scesa da 85 a 82 miliardi rispetto al 2020. La propensione all’evasione è diminuita dal 17% al 15%. Questo risultato rappresenta un importante passo avanti, anche grazie al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che aveva fissato l’obiettivo di una propensione all’evasione del 15% entro il 2024, raggiunto con due anni di anticipo.
Dal 2014, l’evasione fiscale è stata ridotta di 27 miliardi, principalmente grazie alla diminuzione dell’evasione dell’IVA e delle imposte sugli affitti. Tuttavia, la situazione è ancora critica: su 82 miliardi di imposte evase, 72 miliardi riguardano tributi come IRPEF, IRES e IVA. Altri 10 miliardi sono contributi non versati per pensioni, malattia e congedo parentale.
L’IRPEF è la tassa più evasa dai lavoratori autonomi, con 29 miliardi non versati (66,8% del totale dell’IRPEF). I lavoratori dipendenti, invece, evadono solo 4 miliardi di IRPEF, il 2,3%. Anche l’IVA, la seconda imposta più evasa, pesa per 17,8 miliardi. Nonostante una riduzione di 4 miliardi rispetto al 2020, l’Italia detiene ancora il record europeo di perdita di gettito IVA. Altri 5 miliardi derivano da imposte locali evase, come IMU e TARI, con un mancato gettito del 21,4%.
Un fenomeno difficile da contrastare è l’evasione “con consenso”: fornitori e clienti spesso si accordano per evitare la fatturazione e, di conseguenza, il pagamento dell’IVA. Ad esempio, un cliente può chiedere uno sconto in cambio dell’omissione della fattura, permettendo così al fornitore di non dichiarare l’importo e non versare l’IVA dovuta. Per ridurre l’evasione, sono state introdotte diverse misure, tra cui fatturazione elettronica, split payment per gli acquisti pubblici e pagamenti elettronici obbligatori dal 2022. Tuttavia, ridurre ulteriormente il tax gap richiederà l’uso di strumenti sempre più sofisticati, con risultati meno evidenti rispetto al passato.










