Nella Striscia di G4za non si potrà più mettere piede in acqua.
Da oggi, l’accesso al Mar Mediterraneo è ufficialmente vietato per tutti i cittadini palestinesi: non si potrà più nuotare, pescare o semplicemente andare in spiaggia.
A comunicarlo è stato direttamente il portavoce dell’esercito israeliano (IDF), che ha confermato su X (ex Twitter) una restrizione già prevista da mesi ma che finora non era stata realmente applicata: “Sono state imposte severe restrizioni di sicurezza nell’area marittima adiacente a Gaza e l’ingresso in mare è vietato. Questo è un richiamo ai pescatori, ai nuotatori e ai subacquei: astenersi dall’entrare in mare. Entrare in spiaggia e in acque lungo tutta la Striscia di Gaza mette in pericolo la vostra vita”, ha scritto in lingua araba Avichay Adraee, portavoce dell’IDF.
Per chi vive a Gaza, si tratta di un ulteriore colpo in una situazione già estremamente difficile. In piena estate, con temperature altissime e una crisi umanitaria che continua, il mare era rimasto uno degli ultimi spazi dove trovare un minimo di sollievo: c’era chi lo usava per lavarsi, chi per pescare, chi semplicemente per trovare un po’ di fresco.
Secondo la sua testimonianza, non è stato specificato per quanto tempo il divieto resterà in vigore, né quali siano le ragioni di sicurezza precise dietro questa decisione.










