L’Antitrust ha avviato un’indagine su Revolut per presunte pratiche commerciali scorrette. Al centro delle accuse ci sono diversi aspetti della comunicazione e gestione dei servizi finanziari dell’app. Primo tra tutti, gli investimenti in azioni presentati come “senza commissioni”: secondo l’Autorità, non sarebbe stato spiegato chiaramente che si trattava di azioni frazionate, che non offrono agli utenti gli stessi diritti delle azioni intere, come il diritto di voto o la possibilità di trasferirle facilmente. Inoltre, non sarebbero stati chiariti i limiti delle operazioni a zero commissioni, alimentando aspettative non realistiche tra gli utenti.
Un altro punto critico riguarda gli investimenti in criptovalute: agli utenti non sarebbero state fornite informazioni sufficienti sull’impossibilità di modificare strumenti fondamentali per gestire il rischio, come lo stop-loss e il take-profit, lasciandoli potenzialmente esposti a perdite impreviste. Queste informazioni, secondo l’AGCM, dovrebbero essere sempre messe in evidenza nei canali di comunicazione.
Revolut viene inoltre accusata di adottare pratiche aggressive nella gestione dei conti bancari, come blocchi improvvisi senza preavviso e senza un adeguato servizio di assistenza. Queste sospensioni avrebbero impedito a diversi clienti di accedere ai propri soldi anche per lunghi periodi, creando disagi significativi e un senso di insicurezza nell’uso quotidiano dell’app.
Infine, l’AGCM segnala una mancanza di trasparenza sulla questione dell’IBAN. Molti utenti non avrebbero ricevuto informazioni chiare su come ottenere un codice italiano (IT) al posto di quello lituano (LT), con conseguenze pratiche su pagamenti, accrediti, riconoscimenti fiscali e operazioni legate alla propria residenza.
L’istruttoria è stata accompagnata da ispezioni condotte l’8 luglio in alcune sedi europee della società, con il supporto della Guardia di Finanza. Revolut, da parte sua, ha fatto sapere di voler collaborare pienamente con le autorità.










