Ultimamente, si parla sempre di più dell’importanza della transazione energetica dando spazio alle fonti di energia rinnovabile, che sono sicuramente meno inquinanti rispetto al petrolio e ai suoi derivati. A questo proposito, L’Agenzia internazionale dell’energia (IEA) ha sottolineato l’importanza di promuovere quest’idea soprattutto nei Paesi in via di sviluppo.
Per questo motivo, The International Renewable Energy Agency (IRENA) ha firmato un accordo con l’Unione africana, un’istituzione che mira ad accelerare il processo di integrazione dell’Africa dal punto di vista dell’economia globale con l’obiettivo di aiutarla a far fronte ai problemi socioeconomici e politici.
Pertanto, un’ottima soluzione potrebbe essere la progettazione di pannelli fotovoltaici galleggianti disposti sul territorio africano per incentivare la produzione di fonti rinnovabili a discapito della costruzione di dighe idroelettriche.
Quest’ultime, infatti, da un lato provocano la modifica degli ecosistemi locali e dall’altro influenzano la produzione energetica per via della disponibilità d’acqua, che può variare a seconda della stagione.
Inoltre, secondo le stime, i pannelli galleggianti potrebbero generare tra il 20% e il 100% dell’elettricità prodotta dalle dighe idroelettriche, oltre ad essere più resistenti alla siccità.










