Le banche tradizionali stanno iniziando a guardare con sempre maggiore interesse al mondo delle stablecoin, spinte dalla necessità di non perdere terreno rispetto alle fintech che offrono già servizi di pagamento più rapidi e flessibili. Le stablecoin, criptovalute ancorate a valute fiat come il dollaro, permettono infatti transazioni più veloci ed economiche rispetto ai tradizionali circuiti bancari come ACH o SWIFT.
Non a caso, proprio per contrastare il rischio di essere superate, alcune banche hanno già creato servizi come Zelle per i pagamenti istantanei. Ora si guarda anche al settore stablecoin: Citigroup sta valutando l’ipotesi di lanciare una propria stablecoin, mentre Bank of America ha dichiarato di essere aperta a questa possibilità, interessandosi anche a depositi tokenizzati e servizi di custodia crypto.
JPMorgan, la banca più grande e influente degli Stati Uniti, ha già annunciato il lancio di una versione limitata di stablecoin, chiamata JPM Coin, riservata solo ai propri clienti. Il CEO Jamie Dimon resta comunque scettico sul valore di questa tecnologia per il grande pubblico: “Non so perché uno dovrebbe preferire una stablecoin invece di un normale pagamento,” ha dichiarato. Nonostante questo, JPMorgan intende esplorare a fondo il settore per non restare indietro: “Dobbiamo essere consapevoli e l’unico modo è partecipare.”
Riguardo alla possibilità di creare un consorzio tra banche, magari tramite Early Warning Services, Dimon mantiene una posizione prudente: “Ci stiamo pensando.” Segno che, al di là delle dichiarazioni ufficiali, il settore si sta muovendo e le banche vogliono essere pronte ad affrontare un mercato dei pagamenti sempre più competitivo.










