La WADA fa appello contro l’assoluzione di Jannik Sinner nella vicenda clostebol e chiede una squalifica da uno a due anni. L’Agenzia Mondiale Antidoping ritiene che la contestazione di “assenza di colpa o negligenza” non sia corretta si sensi delle norme vigenti.
Il comunicato è stato pubblicato questa mattina. Ora il caso finirà davanti al CAS (Corte Arbitrale dello Sport), il quale dovrà decidere se assolvere definitivamente oppure condannare il tennista altoatesino, ora impegnato nel match contro Safiullin a Pechino.
Jannik Sinner era stato trovato positivo al clostebol lo scorso marzo durante Indian Wells. Ad agosto, un tribunale indipendente convocato da Sport Resolutions aveva decretato che il tennista italiano fosse innocente. Le minuscole tracce di clostebol erano dovute a un errore da parte del suo ex fisioterapista Giacomo Naldi, il quale, dopo aver assunto un prodotto per curare una ferita a un dito della mano, aveva massaggiato il tennista senza utilizzare i guanti.
Per questa vicenda, Sinner non ha ricevuto alcuna squalifica, ma gli sono stati tolti i punti e i premi di Indian Wells. La WADA però ha deciso di fare ricorso, chiedendo da uno a due anni di squalifica, e sarà ora compito del CAS chiarire una volta per tutte questa vicenda.










