Il diritto alla disconnessione, già adottato da Paesi come Francia, Spagna, Belgio e Irlanda, è stato riconosciuto dal Parlamento europeo come un diritto fondamentale nel 2021. In Italia, pur essendo stato introdotto nel 2017 per il lavoro agile, rimane circoscritto e limitato. Ora, però, grazie alla nuova proposta di legge “Lavoro, poi stacco”, presentata alla Camera dei deputati, si punta ad estendere questo diritto a tutti i lavoratori. Promotore dell’iniziativa è il deputato Arturo Scotto (PD), con l’obiettivo di instaurare una nuova cultura del lavoro che tuteli il tempo libero e migliori produttività e qualità della vita, soprattutto nell’era post-pandemia.
A supportare questa iniziativa è “L’asSociata”, una realtà giovanile che da anni si batte sui temi del lavoro e dei diritti, criticando la continua reperibilità e le basse retribuzioni. Proprio per promuovere il diritto alla disconnessione, L’asSociata ha organizzato un evento all’Arena Mancini a Roma, il 28 settembre, aperto a tutti coloro che vogliono sostenere questa battaglia.
La proposta di legge mira a garantire ai lavoratori il diritto di non ricevere comunicazioni aziendali fuori dall’orario di lavoro, con un periodo minimo di disconnessione di 12 ore consecutive. Le comunicazioni urgenti, invece, potranno essere gestite solo al ripristino dell’orario lavorativo. Questa tutela non riguarda solo i dipendenti, ma si estende anche a lavoratori autonomi e professionisti, con l’obbligo di adeguare i codici deontologici entro sei mesi dall’approvazione della legge.
Infine, le aziende con più di 15 dipendenti saranno obbligate a fornire gli strumenti digitali necessari per svolgere il lavoro, mentre chi violerà queste disposizioni sarà soggetto a sanzioni che vanno dai 500 ai 3.000 euro per ogni lavoratore coinvolto.










