Maltrattare o uccidere un animale non sarà più considerato solo un gesto crudele, ma un vero e proprio reato, punibile anche con il carcere.
Il Parlamento ha approvato in via definitiva la nuova legge proposta da Michela Vittoria Brambilla, che introduce pene più severe per chi compie violenze sugli animali e riconosce, per la prima volta in modo esplicito, che sono esseri senzienti, capaci di provare emozioni e dolore.
Il testo era stato approvato a novembre dalla Camera, e ora ha ricevuto il via libera del Senato senza modifiche, per accorciare i tempi.
La nuova legge prevede pene più dure per quasi tutti i reati che riguardano la violenza sugli animali. Nei casi più gravi, come torture, combattimenti organizzati o la diffusione online di violenze, si arriva a un massimo di quattro anni di carcere. Significa che si rischia davvero la detenzione, senza più la possibilità di accedere automaticamente a pene alternative.
Un altro punto importante riguarda gli animali sequestrati.
Ora potranno essere affidati a organizzazioni che ne faranno richiesta, versando una cauzione decisa dal giudice. Si evita così che restino in custodia ai loro maltrattatori.
Infine, la legge vieta su tutto il territorio nazionale di tenere i cani alla catena, pratica già vietata in alcune Regioni ma ora finalmente uniformata a livello nazionale.










