Il gong è suonato, il quorum non è stato raggiunto da nessun quesito. I dati sconfortanti di ieri sera (22,7% alle 23) sono stati confermati: il referendum abrogativo che metteva gli italiani di fronte a cinque quesiti, 4 sul lavoro e 1 sulla cittadinanza, ha fermato la sua corsa al 28,40%. Praticamente nessuna discrepanza tra i quesiti con solo uno 0,01% in più sul quesito numero 4, quelli sulla responsabilità degli infortuni condivisa tra committente e subappaltatore. Anche il quesito sulla cittadinanza, forse il più attenzionato dall’opinione pubblica, si è fermato sempre al 28,40%.
Come da legge, dunque, i risultati della consultazione non avranno nessun effetto. Anche se tutti i votanti avessero espresso la stessa preferenza, non ci sarà nessuna conseguenza. Il cosiddetto Jobs Act, la riforma del diritto del lavoro completata dal governo Renzi nel 2016, resta dunque pienamente in vigore e il tempo che i cittadini stranieri dovranno aspettare prima di poter chiedere la cittadinanza italiana rimane di 10 anni.
L’affluenza maggiore si è registrata in Toscana, comunque ampiamente sotto il 50% mentre la regione con più astenuti è stato il Trentino Alto Adige. Nonostante ciò il sud ha avuto una media più bassa e picchi negativi significativi nelle provincie di Vibo Valentia, Agrigento e Caltanissetta.










