Intesa Sanpaolo ha chiuso il primo semestre del 2025 con un utile netto di 5,2 miliardi di euro, in crescita del 9,4% rispetto allo stesso periodo del 2024. Solo nel secondo trimestre, il guadagno netto è stato di 2,6 miliardi, un po’ più dei 2,5 miliardi dell’anno scorso.
Guardando ai numeri, la banca ha incassato 13,8 miliardi di euro nei primi sei mesi dell’anno (+1,1%). Gli interessi netti sono scesi a 7,4 miliardi (-6,8%), ma le commissioni sono salite a 4,9 miliardi (+4,7%). I costi operativi si sono mantenuti stabili a 5,2 miliardi (-0,2%), e il rapporto costi/ricavi è migliorato, scendendo al 38%. Il livello di solidità della banca (Cet1 Ratio) è cresciuto al 13,5%, nonostante i 3,7 miliardi di dividendi maturati e i 2 miliardi di buyback.
Per quanto riguarda i soldi destinati agli azionisti, Intesa ha già messo da parte 3,7 miliardi di euro in dividendi, di cui 3,2 miliardi saranno pagati in anticipo a novembre. A giugno è partito anche un piano di riacquisto di azioni da 2 miliardi. Il 31 ottobre il consiglio deciderà su un eventuale secondo acconto dividendi per i risultati del terzo trimestre. Altri pagamenti potrebbero arrivare con l’approvazione dei risultati annuali.
Guardando al futuro, Intesa punta a chiudere l’anno con un utile “ben oltre i 9 miliardi di euro”, includendo alcune azioni gestionali nel quarto trimestre per rafforzare i risultati a lungo termine. Rispetto a marzo, gli obiettivi sono stati confermati ma ora tengono conto anche di eventuali costi straordinari.
Tra gli obiettivi dewl 2025 ci sono: crescita dei ricavi, interessi netti sopra i livelli del 2023 (e in crescita anche nel 2026), più commissioni e attività assicurative, aumento dei profitti dal trading, riduzione dei costi e un basso livello di rischi. Il piano strategico previsto fino al 2025 è ormai quasi completato.










