La calciatrice Iqra Ismail si è vista negare la possibilità di giocare una partita nella Greater London Women’s Football League, in Inghilterra, perché indossava dei pantaloni della tuta. La 24enne avrebbe dovuto esordire con lo United Dragons FC contro il Tower Hamlets del 27 ottobre, ma l’arbitro le ha impedito di scendere in campo, chiedendole di sostituire i pantaloni con i pantaloncini.
Ero pronta a giocare, ma appena sono entrata in campo dopo l’intervallo, l’arbitro mi ha detto che senza pantaloncini non avrei potuto continuare, ha raccontato Ismail alla BBC. Gioco in questo campionato da quasi cinque anni, indossando sempre una maglia a maniche lunghe, un hijab sportivo e i pantaloni della tuta. Ho spiegato che non mi sento a mio agio con i pantaloncini. È stato uno shock vedere l’arbitro prendere una posizione così rigida. Mi sono sentita turbata, ma il supporto delle mie compagne e del mister è stato fondamentale.
Ismail ha concluso: È stato come fare un passo avanti e due indietro. Ho lottato a lungo per creare uno spazio per le donne musulmane nel calcio, e vedere il mio lavoro minacciato da episodi simili è stato frustrante. I nostri principi religiosi e ciò che ci fa sentire a nostro agio dovrebbero avere la priorità. In campo non siamo solo atleti: credo fermamente che dovremmo avere sempre la possibilità di portare con noi la nostra cultura e identità










